Glaucoma: perché un controllo periodico può salvare la vista
Il glaucoma è una delle più frequenti cause di cecità nel mondo, eppure nelle fasi iniziali non dà alcun sintomo: non provoca dolore e la vista sembra normale. Per questo viene spesso chiamato il “ladro silenzioso” della vista.
La malattia danneggia progressivamente il nervo ottico, nella maggior parte dei casi a causa di una pressione troppo alta all’interno dell’occhio. La perdita della vista inizia dalla periferia del campo visivo e il cervello tende a compensarla, così molte persone se ne accorgono solo quando il danno è già avanzato. Il danno al nervo ottico non è reversibile, ma una diagnosi precoce e una terapia adeguata permettono quasi sempre di rallentarne o fermarne l’evoluzione.
Chi dovrebbe controllarsi con più attenzione
- chi ha superato i 40 anni;
- chi ha familiari che soffrono di glaucoma;
- chi è molto miope o ha una pressione oculare elevata;
- chi assume da tempo farmaci cortisonici.
Gli esami per la diagnosi
Oltre alla misurazione della pressione oculare e all’esame del fondo dell’occhio, sono fondamentali l’esame del campo visivo, che individua le aree in cui la visione è ridotta, e l’OCT, la tomografia ottica che misura lo spessore delle fibre del nervo ottico e permette di riconoscere i primi segni di danno. Entrambi gli esami sono disponibili in clinica: trovi i dettagli nella pagina dedicata agli esami diagnostici.
La frequenza dei controlli viene stabilita dall’oculista in base all’età e ai fattori di rischio. Per saperne di più leggi la nostra scheda sul glaucoma.
20/01/2026
